Cupra vuol dire mare, essa è infatti .... marittima.
La cittadina marchigiana, oggi ben organizzata ed integrata nel polo ricettivo della 'Riviera delle Palme',
individua la sua vocazione turistico-balneare nei primi anni del Novecento.
Il piccolo centro rivierasco, sorto da poco, era stato scoperto da un turismo di élite,
attratto dal particolare fascino intimo e discreto di un angolo familiare e riposante.
La spiaggia si presentava con la naturale spontaneità di un luogo di mare dove, in un pregevole equilibrio ambientale, la terra diventa marina, senza soluzione di continuità.
Dal verde orticello si partiva un incerto viottolo il cui fondo ghiaioso, superandogli arbusti radi e le macchie
di tamerici salmastre, incontrava la compatta e abbagliante ammucchiata di ciottoli dentro i quali entravano
sonore, le onde verdi di un mare trasparente.
La tranquilla e riservata spiaggia 'di moda' si predisporrà lentamente, con i successivi interventi strutturali, specie
negli anni Trenta e Quaranta, al boom di un turismo balneare che interesserà tutta la costa.
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Fu progettato il lungomare che terminava a nord all'altezza del torrente
Sant' Egidio, sorsero i caratteristici villini Liberty, si costruì uno 'Stabilimento Bagni' nome che poi verrà cambiato con
quello di Sirenella, così come numerosi saranno i mutamenti architettonici, gestionali e quelli d'uso dello stabile.
Compaiono i primi oleandri, scompaiono i rozzi pali di legno della linea elettrica, si adorna il vialetto sterrato
con giovani pini che verranno poi sostituiti dalle palme; resistono ancora sulla prima linea, le file di tamerici, popolare surrogato delle rare cabine padronali e la spiaggia diventerà a poco a poco sabbiosa dopo la messa in mare delle scogliere frangiflutti.
Il fenomeno turistico ha ormai preso piede e costituisce un elemento di forza dell'economia cuprense.
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